Farmaci per dimagrire: quali sono i rischi e le alternative

Revisione scientifica a cura del Dott. Mauro Giulietti, Già Dirigente Medico Patologia Clinica e Dietologia Clinica Ospedale INRCA IRCCS, Roma.
Negli ultimi anni, si parla sempre più spesso di farmaci per dimagrire come una soluzione rapida per la perdita di peso. In particolare, la categoria di farmaci oggi più studiata e discussa è quella degli agonisti del recettore del GLP-1, principi attivi nati per il trattamento del diabete ma che hanno assunto un ruolo centrale anche nella terapia dell'obesità.
Ma sono davvero una soluzione per tutti? Quali sono i rischi e, soprattutto, esistono alternative altrettanto efficaci ma più sostenibili nel tempo? In questa guida completa faremo chiarezza, analizzando in modo trasparente benefici, limiti e le strategie non farmacologiche per un dimagrimento duraturo.
Una nuova generazione di farmaci: quali sono e come agiscono
Come appena detto, la classe di farmaci più nota e utilizzata per la perdita di peso è quella degli agonisti del recettore del GLP-1. Questi principi attivi, come la semaglutide e la liraglutide, sono diventati oggetto di grande interesse mediatico e di innumerevoli ricerche online.
Il loro meccanismo d'azione è piuttosto intuitivo e agisce su più fronti per favorire il dimagrimento:
- aumentano in modo significativo il senso di sazietà;
- rallentano lo svuotamento dello stomaco, prolungando la sensazione di pienezza dopo i pasti;
- riducono gli attacchi di fame, in particolare il desiderio di cibi grassi e zuccherati;
- migliorano il metabolismo del glucosio, ottimizzando la risposta insulinica.
L'efficacia di questi farmaci è supportata da numerosi studi scientifici. Ad esempio, una delle ricerche più importanti sulla semaglutide, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha mostrato una perdita di peso media del 15% rispetto al peso iniziale. Si tratta quindi di farmaci potenti, ma che presentano anche limiti importanti da conoscere.
Requisiti per l'uso: chi può assumerli e chi li prescrive
I farmaci per dimagrire non sono prodotti da banco né soluzioni estetiche. Sono terapie mediche che richiedono criteri di prescrizione precisi e la valutazione di uno specialista.
Solitamente, la prescrizione è di competenza di figure come l'endocrinologo o il diabetologo, spesso all'interno di centri specializzati nel trattamento dell'obesità.
Secondo le linee guida internazionali, questi farmaci sono indicati per persone con:
- un IMC (Indice di Massa Corporea) ≥ 30, che corrisponde a una diagnosi di obesità;
- un IMC ≥ 27 in presenza di almeno una complicanza legata al peso, come diabete di tipo 2, ipertensione, apnee notturne o dislipidemie.
Non sono quindi pensati per chi ha bisogno di perdere solo "qualche chilo" o per chi cerca un miglioramento puramente estetico.
I rischi da non sottovalutare: effetti collaterali e limiti
Sebbene efficaci, questi farmaci comportano una serie di rischi e limiti pratici che è fondamentale conoscere prima di considerare un simile percorso.
Gli effetti collaterali più comuni sono di natura gastrointestinale e includono:
- nausea;
- vomito;
- diarrea;
- reflusso gastroesofageo;
- un persistente e talvolta fastidioso senso di pienezza.
In molti pazienti, questi sintomi sono particolarmente frequenti nelle prime settimane di trattamento e, in alcuni casi, possono persistere nel tempo.
Oltre ai rischi per la salute, esistono anche dei limiti pratici da non ignorare. Il costo di queste terapie è spesso elevato e non sempre rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale per l'indicazione di obesità. Inoltre, si tratta di un trattamento cronico: per mantenere i risultati ottenuti, è quasi sempre necessario continuare la terapia a lungo termine.
Perché i farmaci non sono una soluzione per tutti
Questo è il punto cruciale da comprendere. I farmaci possono rappresentare un aiuto valido, ma non risolvono le cause profonde dell'aumento di peso e non sono adatti a chiunque cerchi un cambiamento definitivo.
1. Effetto yo-yo alla sospensione
Numerosi studi dimostrano che, una volta interrotta la terapia, gran parte del peso perso viene rapidamente recuperato. Il motivo è semplice: il farmaco agisce sui sintomi (la fame), ma non modifica né le abitudini alimentari né i meccanismi metabolici che hanno portato all'aumento di peso.
2. Nessuna educazione alimentare
Con la sola assunzione del farmaco, il paziente non impara a gestire la fame in modo naturale, a costruire pasti equilibrati o a migliorare i propri comportamenti alimentari. Si affida a un supporto esterno che, una volta rimosso, lascia la persona al punto di partenza.
3. Dipendenza dal medicinale
Per molti pazienti, l'unico modo per mantenere i risultati è continuare la terapia a tempo indefinito. Eppure, un dimagrimento efficace dovrebbe portare all'autonomia e a un cambiamento reale nelle abitudini, non a una dipendenza farmacologica permanente.
Alternative ai farmaci: un approccio sostenibile al dimagrimento
Fortunatamente, non esistono solo i farmaci. La scienza medica offre alternative validate, sicure e personalizzabili, in grado di garantire risultati sostenibili nel tempo.
1. Chirurgia bariatrica
È un'opzione efficace riservata ai casi di obesità grave (generalmente con IMC > 40, o > 35 con comorbidità). Sebbene porti a una significativa perdita di peso, è un intervento invasivo che comporta rischi chirurgici e richiede un follow-up nutrizionale a vita.
2. Terapie Dietetiche Supervisionate
Le linee guida internazionali raccomandano percorsi nutrizionali strutturati e monitorati da un professionista. Questi approcci sono più sicuri, personalizzabili e, soprattutto, si focalizzano sul cambiamento delle abitudini per garantire un'efficacia a lungo termine.
Tra questi, la dieta chetogenica clinica (VLCKD) è oggi uno dei protocolli più studiati ed efficaci.
La dieta chetogenica: un'alternativa per il benessere a lungo termine
La VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet) non è una semplice moda, ma un vero e proprio protocollo terapeutico con solide basi scientifiche.
Il suo funzionamento è ciò che la rende così potente:
- riduce drasticamente la fame grazie all'effetto saziante dei corpi chetonici;
- permette una perdita di peso rapida e mirata sulla massa grassa;
- migliora parametri metabolici chiave come i livelli di insulina, i trigliceridi e la pressione arteriosa;
- offre un vero e proprio "reset" metabolico, insegnando al corpo a usare i grassi come fonte di energia.
Numerosi studi scientifici dimostrano che un percorso VLCKD può portare a una perdita di peso del 15–20% in poche settimane, con miglioramenti metabolici che si mantengono nel tempo.
A differenza di un farmaco, un percorso chetogenico non agisce solo sulla fame, ma modifica il metabolismo, ripristina la sensibilità insulinica e, attraverso le sue fasi, educa a un nuovo e più sano stile alimentare.
Il ruolo del Metodo Pentadiet®
La dieta chetogenica è tanto potente quanto delicata: per essere efficace e sicura, deve essere supervisionata da un medico.
Il Metodo Pentadiet® si distingue perché è un protocollo clinico che:
- viene gestito esclusivamente da medici e professionisti formati;
- prevede protocolli certificati, sicuri e personalizzati;
- accompagna il paziente in tutte le fasi: dalla chetosi, alla transizione, fino al mantenimento;
- riduce al minimo il rischio di recuperare il peso perso.
FAQ: le risposte alle domande più frequenti sulla dieta con farmaci
Quanto peso si perde con i farmaci dimagranti?
È un'opzione efficace riservata ai casi di obesità grave (generalmente con IMC > 40, o > 35 con comorbidità). Sebbene porti a una significativa perdita di peso, è un intervento invasivo che comporta rischi chirurgici e richiede un follow-up nutrizionale a vita.
Bisogna assumerli per sempre per non riprendere peso?
Il trattamento con questa classe di farmaci è, di fatto, cronico. Alla sospensione, la maggior parte dei pazienti tende a recuperare rapidamente i chili persi. Per evitarlo è indispensabile un percorso di educazione alimentare parallelo.
Il medico di base può prescrivere questi farmaci?
No, la prescrizione è generalmente responsabilità di medici specialisti, come endocrinologi e diabetologi, dopo un'attenta e approfondita valutazione del paziente.
Qual è la differenza tra usare un farmaco e seguire un percorso dietetico
Il farmaco agisce principalmente sul sintomo: la fame. Un percorso nutrizionale strutturato agisce sulle cause e sulle abitudini. Solo il secondo può garantire un cambiamento reale e sostenibile nel tempo.
